Palestra digitale del laboratorio permanente “Media allo scoperto"

Un mondo senza stereotipi secondo me è più felice, in esso le persone sono più felici! Ci sono meno liti in famiglia perché non ci sono preconcetti, ad esempio su lavori da uomo e lavori da donna, o perché non si pensa che i genitori debbano fare delle cose e i figli altre, per esempio che gli adulti debbano lavorare e i bambini debbano studiare e giocare; c’è più divertimento fra bambini e ragazzi; le ragazze potrebbero essere forti e i ragazzi potrebbero essere sensibili e delicati senza vergognarsi, o essere addirittura bullizzati!

Pensiamo per esempio alle case: le nostre sono tutte più o meno squadrate e di colori poco sgargianti… Mi ricordo quando a Barcellona ho visto casa Batlló per la prima volta: i colori molto vivaci, le forme irregolari e rotondeggianti, nei pavimenti, nelle pareti e nei soffitti, alcune superfici lisce di ceramica e altre di pietra ruvida. È stata la cosa più lontana dagli stereotipi che avessi mai visto! Mi viene da pensare che le nostre case sarebbero più carine, con riverniciature allegre e spiritose e anche gli abitanti sarebbero sempre allegri e di buon umore. Dentro queste case mi piace immaginare gruppi di ragazzi, tra cui un tedesco astemio, un italiano a cui non piacciono la pasta e la pizza, un messicano senza sombrero, una svedese bassa, uno scozzese spendaccione, tutti a mangiare formaggi sud-africani consigliati dal francese.

ESEMPI:
In un mondo senza pregiudizi, le persone che vengono dall’estero non verrebbero giudicate come diverse e con diffidenza nei loro confronti, ma anzi, verrebbero accolte con piacere.
Non ci sarebbero neanche discriminazioni tra uomo e donna, tra relazioni gay e lesbiche. In questo modo nessuno dovrebbe più nascondersi per paura di essere discriminato.
Non ce ne sarebbero neanche sul colore della pelle (sono molto frequenti soprattutto negli ultimi decenni).
Non ci sarebbero neanche stereotipi sul fatto che l’uomo può fare certi lavori e la donna solo certi altri lavori.
Non ci sarebbero neppure stereotipi sulla religione (molto frequenti).
Anche sui bambini e le bambine ci possono essere dei pregiudizi: una bambina può essere forte e coraggiosa e sportiva (maschiaccio) e un bambino fragile e debole (femminuccia).

Camilla, Natasha e la liberazione del mondo dagli stereotipi!
Camilla e Natasha erano migliori amiche e vivevano a Godric’s Hollow. Un giorno mentre andavano a scuola in una mattina d’inverno, Camilla raccontò a Natasha che aveva fatto uno strano sogno:” Sai Nat, ieri notte ho sognato un mondo senza stereotipi.” “Wow, doveva essere fantastico.” “Si lo era! Peccato che non si reale”. “Perché non farlo diventare tale!?”. Le ragazze si guardarono intorno; dietro di loro c’era un anziano signore:” Posso aiutarvi a esaudire questo desiderio”. Le ragazze in un primo momento non erano sicure di potersi fidare di quell’ uomo, dato che le loro mamme gli raccomandavano sempre di stare attente agli sconosciuti poiché non ci si poteva sempre fidare di tutti; ma alla fine, spinte un po’ dalla curiosità di come quell’uomo potesse cancellare gli stereotipi dal mondo, un po’ perché loro volevano liberare il mondo dagli stereotipi: accettarono la sua proposta e seguirono il signore seguirono fino ad una vecchia capanna degli attrezzi nel giardino di una casa abbandonata , e quando il signore le invitò ad entrare Camilla e Natasha ebbero il sospetto che non avrebbero dovuto accettare; ma dopo poco, vedendo l’espressione sul viso del signore: calma e innocua, entrarono. Quando entrarono si accorsero che c’ erano un sacco di lampadine spente, che però da accese dovevano essere bellissime e di tanti colori diversi, attaccate al soffitto e alle pareti. Il signore disse che se volevano liberare il mondo dagli stereotipi ogni giorno, mentre andavano o mentre tornavano da scuola, dovevano passare dalla capanna “degli attrezzi” e accendere una lampadina che, accendendosi, avrebbero liberato una persona dagli stereotipi; detto questo, scomparve. Noi, oggi, non sappiamo se hanno deciso di farlo oppure no perché sono ancora lì, in quella giornata d’inverno, che stanno andando a scuola.


di Ginevra, allieva della Classe 1C Scuola Secondaria di Primo Grado “Galileo Galilei” – Sasso Marconi, Laboratorio “Abbasso il conflitto! Diverso da chi?”, nell’ambito del progetto “Donne fuori dall’angolo”, sostenuto dalla Regione Emilia Romagna Bando Pari Opportunità 2020.

 

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