Palestra digitale del laboratorio permanente “Media allo scoperto"

Il mio mondo senza stereotipi, che desidero, è privo di discriminazioni nei confronti delle persone di colore, che molte volte vengono emarginate, delle persone che provengono dall’estero, delle persone che sono disabili, che spesso vengono maltrattate , oppure delle persone che sono più piccole rispetto a qualcuno che è più grande e che quindi si sente in diritto di prendere in giro. Tante volte vengono discriminate anche le persone povere solo perchè non hanno i soldi.
Vi racconto la mia esperienza. Uno dei miei migliori amici è nato con dei problemi, ci siamo conosciuti all’asilo . Mi è stato subito simpatico perchè era sempre sorridente, ma non parlava. Eravamo tutti e due piccoli, non sapevamo parlare, con il tempo io ho imparato e lui invece pronunciava pochissime parole, ma era sempre sorridente, felice e pronto a giocare con tutti. Nonostante la sua disabilità, lui per me è sempre stato il mio migliore amico. Io non vedevo quello che vedevano gli altri in lui: lui per me era ed è tuttora come tutti, senza alcuna differenza. Ancora oggi ci divertiamo un sacco insieme e mi fa sempre tanto piacere quando passa davanti alla nostra classe e mi saluta con un gran sorriso.
Nella realtà bisognerebbe capire che siamo tutti uguali, questo viene detto spesso , ma rimangono parole vuote , poichè non sono seguite da azioni. Un mondo senza stereotipi non è un’utopia, basta educare i più piccoli all’uguaglianza.

 

di Vincenzo, allievo della Classe 1C Scuola Secondaria di Primo Grado “Galileo Galilei” – Sasso Marconi, Laboratorio “Abbasso il conflitto! Diverso da chi?”, nell’ambito del progetto “Donne fuori dall’angolo”, sostenuto dalla Regione Emilia Romagna Bando Pari Opportunità 2020.

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