Palestra digitale del laboratorio permanente “Media allo scoperto"

La storia che oggi racconto parla di un ragazzo senegalese di nome Samuel.
Samuel era un ragazzo di 29 anni, proveniente dal Senegal, che aveva dovuto abbandonare tutta la sua famiglia ed il suo lavoro per venire qui in Italia alla ricerca di una vita migliore e soprattutto un lavoro migliore e condizioni di vita migliori di prima.
Ho detto “era”, infatti, perché Samuel è stato picchiato a sangue e ucciso da 4 ragazzi di circa 17/18 anni solo perché era Nero, di colore, cioè un colore di pelle diverso dal loro. Una cosa inspiegabile.
Perché succedono ancora queste cose?
Perché dobbiamo andare avanti in questo modo? Dovremo farlo ancora per molto?
Quando è che finiranno questi stupidi ed insignificanti pregiudizi?

Ognuno dovrebbe vivere con il fatto che nessuno è superiore a nessun altro, che non sei migliore se giudichi una persona senza nemmeno conoscerla, sulla base di un pregiudizio, cosa del tutto sbagliata da fare.

Ognuno di noi è libero di essere ciò che vuole e diventare ciò vuole, indipendentemente da quello che gli altri pensano.
Devi essere felice con te stesso e non far felice gli altri.

sii ciò che vuoi, sempre

A cura di Martina Tromboni, allieva della classe III C della Scuola Secondaria di Primo Grado “Moruzzi” di Ceretolo, per il progetto “Portiamo a scuola la comunicazione di genere: NarrAzione di Genere 2018”, finanziato dalla Regione Emilia Romagna

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