Palestra digitale del laboratorio permanente “Media allo scoperto"

Ogni giorno, quando vado a scuola passo per una delle piazze più grandi della mia città.

Quando passo vedo sempre un signore, tutto solo con una giacca arancione fluo. Suona un’ armonica dalla mattina alla sera senza mai una pausa.

Una mattina stavo andando a scuola e non lo vidi, era strana come cosa perché stava lì da ormai 5 anni.

Per qualche giorno non lo vidi finché dopo una settimana, circa, sentii al telegiornale la seguente notizia:

« Arrestato un signore in piazza che suonava un’ armonica, i poveri non possono né suonare né chiedere l’ elemosina alla gente ” normale “.

Da oggi se qualche povero verrà beccato a fare una di queste cose verrà subito arrestato. »

Questa cosa non mi sembrava affatto giusta e poi perché i poveri non vengono ritenuti ” gente normale”.

In quelle settimane c’era in giro tantissima polizia che arrestava e inseguiva i poveri, a vedere queste scene pensai che dovevo assolutamente fare qualcosa.

Radunai un gruppo di amici che erano d’accordo con  questa opinione e andammo dalla polizia, gli facemmo capire che la loro “legge” era sbagliata e che  anche i poveri  sono persone come i ricchi. Liberarono  dalla prigione tutti i poveri e la polizia organizzò un mercatino di beneficenza per i senzatetto per farsi perdonare.

NON GIUDICARE LE PERSONE DAL MODO DI VESTIRE E DALL’ ASPETTO, QUELLO CHE CONTA VERAMENTE È LA PERSONA CHE C’È DENTRO

Elaborato di Bianca, studentessa della classe I F Scuola Rolandino De’ Passaggeri, Bologna, laboratorio “Lo sguardo dell’altro, l’incontro con l’altro” nell’ambito del Progetto Educalè cofinanziato con i fondi della Legge Regionale 18/2016 “Testo unico per la promozione della legalità e per la valorizzazione della cittadinanza e dell’economia responsabili” e nell’ambito di “Portiamo a scuola la comunicazione di genere” cofinanziato da Regione Emilia Romagna, annualità 2017.

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