Palestra digitale del laboratorio permanente “Media allo scoperto"

Come ogni lunedì mattina salii sull’autobus per andare a scuola. Dopo un po’ salì un ragazzo di circa 15 anni. Probabilmente anche lui andava a scuola, e cercò un posto dove sedersi, ma erano tutti occupati. Era libero solo un posto vicino ad un ragazzo di colore.
Il ragazzo di colore educatamente, con il suo italiano non perfetto, disse al ragazzo in piedi: “Se vuoi sederti c’è un poso vicino a me” ma il ragazzo con sguardo imbronciato gli rispose: “Io vicino ad un negro non mi siedo”.
A quel punto il ragazzo di colore scese alla prima fermata, con il volto triste, che cercava di nascondere con la sciarpa che aveva al collo.
Io avevo sentito parlare di razzismo, ma non immaginavo di poter assistere a questa scena.
Episodi come questo purtroppo possono succedere e avere anche conseguenze più gravi, se il ragazzo di colore avesse reagito poteva verificarsi una rissa.
Da quanto accaduto ho capito che il razzismo divide le persone, e il mondo invece ha bisogno che le persone siano unite per convivere.

A cura di Francesca Baldi, allieva della classe III C della Scuola Secondaria di Primo Grado “Moruzzi” di Ceretolo, per il progetto “Portiamo a scuola la comunicazione di genere: NarrAzione di Genere 2018”, finanziato dalla Regione Emilia Romagna

About the Author

Related Posts

Con la cultura si impara a nuotare nella vita! Dona il tuo 5 x1000 all’Associazione Culturale...

Guarda i video realizzati dalla  Classe III A della Scuola Don Milani di Grizzana...

Abdul, era un ragazzo che giocava in una squadra di calcio, vicino a casa sua, dove veniva deriso...

Leave a Reply